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Controllo Fauna Selvatica

Postato in Attività di gestione faunistica

Il controllo della fauna selvatica, regolamentato da apposite leggi (L. 157/92, Art 19 e L.R. 10/04 Art. 44) è un’attività fondamentale di gestione faunistica, che si applica (indipendentemente dalla normale attività venatoria) sia per ridurre l’impatto di alcuni predatori (come volpe e corvidi) su alcune specie di piccola selvaggina (lepre, fagiano, starna, etc…) di cui possono limitare fortemente la crescita e l’espansione, sia per ridurre l’impatto, ad esempio degli ungulati (cinghiale, capriolo, cervo, etc…) sulle colture agricole.

Nel primo caso (volpe e corvidi) le operazioni di controllo sono concentrate all’interno degli Istituti Faunistici, deputati per legge (L. 157/92 e L.R. 10/04) alla “produzione naturale di selvaggina” (ZRC e ZRV). Nel secondo caso, dato il sempre crescente disagio economico e sociale, derivato dai danni in agricoltura causati dal cinghiale, si interviene sia all’interno che all’esterno degli Istituti Faunistici, soprattutto nelle aree pedemontane e laddove l’eccessiva presenza del suide risulta spesso incompatibile con la conduzione di una normale attività agricola che produce reddito.

In entrambi i casi è necessario elaborare appositi Piani di Controllo, redatti da professionisti del settore, che devono essere sottoposti a parere tecnico da parte dell’ISPRA e successivamente approvati dalle Province.
Il Piano di Controllo, oltre a descrivere attraverso i censimenti la reale consistenza sul territorio della specie che si deve controllare, e a certificare in maniera scientifica il reale impatto della stessa, deve contenere anche le modalità di intervento, che devono necessariamente essere “ecologiche” e “selettive”.
Grazie alla collaborazione di cacciatori volontari, che frequentando appositi corsi di formazione hanno ottenuto il titolo di “Selecontrollore” e di “Operatore Faunistico”, l’ATC Pescara ha potuto operare, negli anni, un efficace controllo numerico della volpe e dei corvidi all’interno delle ZRC e ZRV.

 

 

Tale intensa attività ha permesso l’instaurarsi di popolazioni naturali ed autoriproduttive di: fagiano, lepre e starna, che col tempo sono cresciute, arrivando anche a densità considerevoli: circa 50 lepri/kmq e 12 fagiani/kmq (vedi risultati alla sezione censimenti) e hanno permesso in alcune zone di effettuare le catture (vedi sezione dedicata).

Inoltre, per rispondere alle sempre maggiori richieste di intervento da parte degli agricoltori, che non vogliono più “subire” i danni da parte del cinghiale e vedere distrutti i loro raccolti, in collaborazione con la Provincia di Pescara, l’ATC Pescara ha organizzato e coordinato anche l’attività di “selecontrollo cinghiale”.

Sebbene non si sia riuscito negli anni ad eliminare tale problema, certamente si è riusciti a “contenerlo” entro certi limiti. Si veda a tal proposito l’andamento dei danni negli anni in cui il selecontrollo cinghiale non è stato applicato (periodo 2001-2004 e soprattutto il 2011).

 

Nel 2013, grazie all’intervento puntiforme dell’ATC sui terreni di 35 agricoltori, che normalmente (fino all’anno scorso) sporgevano denuncia alla Provincia di Pescara per il risarcimento dei danni da cinghiale, è stato possibile impedire il danno da cinghiale in 33 casi. Infatti dei 35 agricoltori solo 33 hanno poi sporto regolare denuncia alla Provincia. Praticamente in tutti gli altri casi il danno è stato “evitato”.

 

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